Categories: News, Press review


26 Mar 2015

Jobs Act: il dibattito, riforma che vuole riaccendere occupazione paese

Il Jobs Act è una riforma che vuole riaccendere l’occupazione in Italia. E’ quanto emerso in occasione di un convegno organizzato dallo Studio De Luca – Avvocati Giuslavoristi, che ha voluto fotografare effetti, conseguenze e cambiamenti innescati dalla riforma, dando voce a rappresentanti del governo, dell’industria e dei sindacati.“Il Jobs Act è buona riforma -sostiene Giampietro Castano, coordinatore dell’Unità di crisi industriali presso il ministero della Sviluppo economico- anche se, per essere uno strumento utile, deve essere perfezionato. Da un lato -precisa Castano- è auspicabile un potenziamento delle politiche attive che coinvolgano le parti sociali, mentre dall’altro è necessaria l’introduzione di strumenti che privilegino le imprese in cui Stato e privati giochino un ruolo attivo”.

Se non accompagnata -sottolinea Marco Bentivogli, segretario generale nazionale Fim Cisl- da interventi di incentivazione della produttività, il Jobs Act è poco efficace in termini di creazione di nuovo lavoro. Per assicurare nuovi posti d’impiego non è sufficiente la flessibilità in uscita, ma sono necessari anche incentivi in entrata. E’ necessario guardare all’esempio di flexicurity americana, in cui le minori tutele nella fase di cessazione del rapporto di lavoro, vengono compensate da un mercato occupazionale più dinamico, che consente ai lavoratori di potersi ricollocare”.

“Deve cambiare lo scenario – sostiene Massimo Bottelli, direttore del settore Lavoro, welfare e capitale umano di Assolombarda – si deve passare dalla tutela del posto di lavoro alla tutela dell’occupabilità del lavoratore. Il futuro va sviluppato sotto il segno della rioccupabilità dei lavoratori”.

Vittorio De Luca, managing partner dello Studio De Luca – Avvocati Giuslavoristi commenta apprezzamento per la riforma: “I provvedimenti di legge, in buona parte non ancora entrati in vigore, rappresentano un deciso passo avanti nella modernizzazione del diritto del lavoro in Italia”.

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